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Sudan: la guerra dimenticata e il ruolo cruciale della Croce Rossa in un Paese allo stremo

di Alessio Ciminelli, Maria Massironi

Il Sudan è precipitato in una spirale di violenza dal 15 aprile 2023, quando lo scontro tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Rapid Support Forces (RSF) ha trasformato il Paese in uno dei peggiori teatri di crisi al mondo. Secondo le Nazioni Unite, oltre 12,5 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case e più di 25 milioni necessitano di assistenza umanitaria immediata. La guerra ha devastato infrastrutture civili, ospedali e vie di comunicazione, aggravando fame, insicurezza e il collasso dei servizi essenziali.

La crisi umanitaria è fuori controllo. Il Sudan è oggi il Paese con il più alto numero di sfollati interni a livello globale, con oltre 10 milioni di persone costrette a spostarsi all’interno dei confini nazionali, mentre altri 2 milioni hanno cercato rifugio in Stati vicini come Ciad, Sud Sudan ed Egitto. Il rischio di carestia è imminente e in alcune aree la fame ha già causato vittime. Le agenzie umanitarie denunciano ostacoli sistematici all’accesso degli aiuti, con intere regioni isolate dai combattimenti e prive di servizi essenziali.

In questo contesto drammatico, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) rappresenta uno dei pochi attori ancora in grado di operare in molte zone del Paese. Nei suoi rapporti più recenti, l’organizzazione denuncia attacchi contro ospedali, ostruzioni ai soccorsi e un aumento del 70% delle richieste di ricerca dei dispersi. Il CICR continua a fornire supporto agli ospedali con forniture mediche e carburante, negozia accessi umanitari in aree assediate, monitora le violazioni del diritto internazionale umanitario e assiste le famiglie separate dal conflitto. La sua neutralità gli consente di dialogare con tutte le parti, ma l’accesso rimane estremamente difficile e spesso pericoloso.

Accanto al CICR opera la Mezzaluna Rossa Sudanese (SRCS), una delle poche organizzazioni locali ancora attive su larga scala. Con oltre 4.000 volontari distribuiti in tutto il Paese, la SRCS fornisce primo soccorso, evacua i feriti, distribuisce cibo e acqua, offre supporto psicologico e facilita il ricongiungimento familiare. In molte aree, i volontari della Mezzaluna Rossa sono gli unici a poter raggiungere le comunità più isolate, grazie alla loro presenza radicata e alla fiducia delle popolazioni locali.

Il conflitto sudanese non è un evento isolato, ma un nodo geopolitico che rischia di incendiare l’intero Corno d’Africa. La guerra coinvolge attori regionali e internazionali, alimenta traffici di armi e destabilizza Paesi già fragili come Sud Sudan, Ciad ed Etiopia. Le rotte commerciali strategiche sono minacciate e la crisi potrebbe trasformarsi in un conflitto prolungato con conseguenze regionali devastanti, come evidenziato anche dall’International Rescue Committee.

Il Sudan è oggi una delle crisi più gravi e meno raccontate del panorama internazionale. Il lavoro del CICR e della Mezzaluna Rossa Sudanese rappresenta una delle poche linee di difesa per milioni di civili intrappolati nella violenza. Senza un aumento degli aiuti, un cessate il fuoco credibile e un impegno diplomatico serio, il Paese rischia un collasso irreversibile.