IL CONFLITTO ARMENO – AZERO E IL RUOLO UMANITARIO DEL COMITATO INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA

di Alessio Ciminelli, Maria Massironi

Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian rappresenta una delle crisi più complesse dello spazio post-sovietico. Al centro della disputa vi è il Nagorno-Karabakh, una regione internazionalmente riconosciuta come parte dell’Azerbaigian ma abitata storicamente da una maggioranza armena. Le tensioni risalgono agli ultimi anni dell’Unione Sovietica e hanno dato origine a una guerra tra il 1991 e il 1994, conclusasi con il controllo della regione da parte delle forze armene. Tuttavia, l’assenza di una soluzione politica definitiva ha mantenuto vivo il conflitto.

Nel 2020 le ostilità sono riprese con particolare intensità, causando migliaia di vittime e un significativo numero di sfollati. Il cessate il fuoco mediato dalla Russia ha modificato gli equilibri territoriali a favore dell’Azerbaigian, ma non ha eliminato le tensioni. Nel settembre 2023 un’ulteriore offensiva azera ha portato al completo controllo del Nagorno-Karabakh e all’esodo della quasi totalità della popolazione armena della regione verso l’Armenia, determinando una grave emergenza umanitaria.

Un ulteriore elemento che rende particolarmente critica la situazione nella regione è la massiccia presenza di mine antiuomo e di altri ordigni esplosivi residuati dal conflitto. Decenni di ostilità hanno lasciato vaste aree contaminate, rappresentando un grave pericolo per la popolazione civile, in particolare per gli sfollati che tentano di fare ritorno alle proprie abitazioni e per coloro che svolgono attività agricole. La bonifica di questi territori richiede tempi lunghi, ingenti risorse e una stretta cooperazione internazionale, mentre il rischio di incidenti continua a ostacolare la ripresa economica, la ricostruzione e il ritorno a una vita normale.

In questo contesto, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha svolto un ruolo essenziale quale organizzazione umanitaria neutrale, imparziale e indipendente. Presente nell’area sin dagli anni Novanta, il CICR ha fornito assistenza medica, distribuito beni di prima necessità, favorito il ricongiungimento delle famiglie separate dal conflitto e facilitato il trasferimento dei feriti. Durante le fasi più critiche delle ostilità, il Comitato ha inoltre agito come intermediario neutrale per garantire operazioni umanitarie e ridurre le conseguenze del conflitto sulla popolazione civile.

L’azione del Comitato Internazionale della Croce Rossa si fonda sul Diritto Internazionale Umanitario (DIU), l’insieme di norme che disciplina la condotta delle ostilità e mira a limitare gli effetti dei conflitti armati.

Tra i principi fondamentali del Diritto Internazionale Umanitario assumono particolare rilievo il principio di distinzione, che vieta gli attacchi diretti contro i civili; il principio di proporzionalità, che proibisce operazioni militari suscettibili di causare danni eccessivi rispetto al vantaggio militare previsto; e il principio di precauzione, che impone alle parti di adottare tutte le misure possibili per ridurre i danni alla popolazione civile. Tali regole si applicano indipendentemente dalle ragioni politiche o giuridiche del conflitto e vincolano tutte le parti coinvolte.

Nel caso del conflitto azero-armeno, il CICR ha più volte richiamato entrambe le parti al rispetto del Diritto Internazionale Umanitario, sottolineando la necessità di proteggere i civili, garantire l’accesso degli aiuti umanitari e consentire l’evacuazione dei feriti. L’organizzazione ha inoltre lavorato per chiarire la sorte delle persone disperse e per sostenere le famiglie colpite dalla guerra, attività che rappresentano una componente essenziale della protezione umanitaria prevista dalle Convenzioni di Ginevra.

Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian dimostra come, anche in presenza di dispute territoriali profondamente radicate, il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario costituisca uno strumento indispensabile per limitare le sofferenze umane. Sebbene il DIU non sia in grado di prevenire o risolvere i conflitti, esso impone regole minime di umanità che mirano a proteggere le persone più vulnerabili. In questo quadro, il Comitato Internazionale della Croce Rossa continua a rappresentare un attore fondamentale, operando con neutralità e indipendenza per garantire assistenza alle vittime e promuovere il rispetto delle norme umanitarie anche nelle situazioni di maggiore difficoltà.